CASA DEI BAMBINI

CASA DEI BAMBINI

“Casa dei Bambini” è il nome che Maria Montessori diede alla sua scuola dell’infanzia. Il nome nacque proprio dall’idea di offrire ai bambini un ambiente che rispondesse ai loro bisogni, nel quale tutto ciò che c’era poteva essere utilizzato e servisse alla loro crescita armoniosa e naturale.

La Casa dei Bambini del Centro “Pratichiamo il futuro” non vuole essere nulla di diverso. E’ un centro per l’infanzia, destinato a tutte le famiglie che vogliono aderire al progetto e ai loro bambini dai 2 anni e mezzo ai 6 anni. Il servizio si svolge dalle 7.30 alle 15.00, dal lunedì al venerdì in alternativa alla classica scuola dell’infanzia (che ricordiamo non essere obbligatoria).

E’ una opportunità per i piccoli ospiti che avranno la possibilità di vivere un’esperienza educativa attenta alle loro esigenze in un periodo di sviluppo cruciale e fondamentale in quanto è il momento formativo per eccellenza, periodo in cui si “forma l’uomo del domani” e la mente assorbente del bambino mette un ordine preciso a tutte le informazioni ricevute sena filtri nella primissima infanzia.

E’ un luogo in cui tutto è pensato per loro, dall’arredamento al materiale, dal ruolo dell’adulto attento e discreto ai principi pedagogici applicati che tendono a favorire lo sviluppo naturale del bambino in ogni suo aspetto. La libertà di scelta dell’attività e di farla bene, del tempo a cui dedicargli, dei compagni con cui condividerla è uno degli aspetti fondamentali per poter dare la possibilità al bambino di trovare risposta ai suoi bisogni cognitivi ed emotivi più profondi e importanti.

La Casa dei Bambini  offrirà ai bambini la possibilità di sviluppare naturalmente tutti i loro bisogni naturali, sviluppando la curiosità, la fiducia in sè stessi e nel mondo,  sviluppando qualità morali, etiche e sociali attraverso esperienze pratiche profonde, esperienze di vita vera. Infatti dai 3 mesi ai 6 anni è il periodo in cui si possono apprezzare i periodi sensitivi fondamentali per la costruzione di un sé equilibrato e sano:

  • da 0 a 6 anni: il linguaggio e il movimento
  • da 2 a 4 anni: l’ordine
  • da 2 a 6 anni: la musica
  • da 18 mesi a 3 anni: il vasino
  • da 2 a 6 anni: la gentilezza
  • da 2 a 6 anni: i sensi
  • da 3 a 5 anni: la lettura e la scrittura
  • da 4 a 6 anni: le relazioni spaziali
  • da 4 a 6 anni: la matematica

Il metodo si fonda su 3 fondamentali pilastri che portano alla cosiddetta “normalizzazione” del bambino, ossia riportare il bambino alla sua natura originaria, capace di concentrazione, ordine, rispetto per sé, per gli altri e per l’ambiente in cui vive.

I tre pilastri sono:

  • Un ambiente a misura di bambino: significa garantire al bambino un ambiente in cui abbia la possibilità di muoversi senza mettersi in pericolo, in cui possa trovare ciò di cui ha bisogno e scegliere l’attività che in quel momento l’attrae. Significa un luogo ordinato in cui il bambino si possa riconoscere e recepire serenità e tranquillità.
  • Materiale Montessoriano Scientifico: è un materiale che ha in sè la possibilità di autocorrezione e che stimola i sensi del bambino che lo utilizza preparando così, passo dopo passo, ogni suo sviluppo. Ogni materiale dà al bambino la possibilità di affinare muscoli, coordinamenti, movimenti che lo prepareranno a conquiste successive attraverso la concentrazione e la ripetizione. Il materiale si divide in due macro categorie: quello di vita pratica e quello sensoriale. Il primo consiste in tutti quegli oggetti che permettono al bambino di affinare coordinamento e movimenti attraverso attività abituali che riguardano la pulizia di se stessi e dell’ambiente, il riordino degli spazi, la cura di sé (vestirsi, spogliarsi, pettinarsi…) ed è un materiale fondamentale nella prima infanzia; il secondo consiste in un materiale appositamente studiato per affinare i sensi del bambino dal tatto alla vista, dal l’udito al gusto e all’olfatto e, per le età successive serve ad affinare le conoscenze di tipo scolastico. Ciascun materiale prevede una attività specifica ed un suo utilizzo che l’adulto deve presentare e spiegare. E qui veniamo al terzo pilastro.
  • Ruolo dell’adulto: l’adulto è infatti colui che deve osservare il bambino e comprendere quando è pronto per un certo materiale e quando ciò succede glielo presenta con una semplice dimostrazione del suo utilizzo. Sono poche le parole pronunciate e durante queste presentazioni, sono solo quelle essenziali perché non si vuole distrarre il bambino dai movimenti che deve osservare. Nel momento in cui il bambino incomincia ad utilizzare il materiale, l’adulto si fa da parte e lascia che il bambino autoapprenda e sedimenti le conoscenze che il materiale stesso fornisce. L’adulto inoltre non sottolinea mai l’errore ma lascia che il bambino si autocorregga. Ciò garantisce la formazione di una sana autostima e stimola la capacità di problem solving. L’adulto inoltre è garante del rispetto delle regole (rimettere a posto il materiale dopo averlo utilizzato, non prendere un materiale che sta già usando un altro bambino, rispettare il lavoro e gli spazi degli altri…).

Il bambino è attore dentro queste cornici e può dare libero sfogo alla sua straordinaria mente che la Montessori per prima capì avere un modo di operare completamente diverso da quello adulto. Basti pensare che ciò che il bambino apprende in sei soli anni, per un adulto ce ne vorrebbero 80 anni! La mente del bambino ha due grandi caratteristiche che noi adulti non abbiamo: la capacità di assorbire gli stimoli senza filtri e giudizi, con tutti i sensi (non solo la vista) e di creare sinapsi e quindi nuove competenze attraverso l’azione e la ripetizione che non è volta ad uno scopo, ad un obiettivo esterno, ma è volta proprio alla formazione della massa celebrale. E’ per questo che l’azione del bambino va rispettata, venerata silenziosamente.

La natura ha inoltre dotato i bmbini dei periodi sensibili, ossia quei momenti in cui l’attenzione del bambino è catturata da una specifica competenza. Tutto il resto passa in secondo ordine. Se il periodo sensitivo viene alimentato e non ostacolato, la competenza a cui lui ha rivolto l’attenzione sarà appresa in maniera precisa, indissolubile e in modo estremamente facile.

E’ con queste consapevolezze, conoscenze e attenzioni che le maestre e i genitori si rivolgono al bambino quando si relazionano con lui.