Un viaggio con la fantasia

Ogni volta che entro in taverna e guardo tutto ciò che stiamo creando penso a due cose:

1) Faccio la rassegna di tutto quello che devo finire: le nomenclature, l’alfabeto mobile, il materiale delle perline, colorare la torre rosa e la scala marrone, sistemare il telaio delle allacciature….

2) Poi respiro, chiudo gli occhi e immagino… scorro con lo sguardo quello che sarà il centro, con tutto il materiale e i giochi al suo posto, bello ordinato e pulito…

Entro dalla porta principale, e passo una mano su un mobile nato dalle mani di due splendidi artigiani, mio marito e mio suocero. Qui i bambini potranno appoggiare i loro cappottini e i loro effetti personali. Li vedo impegnati a slacciarsi le scarpine per mettersi i calzini antiscivolo, deporre la merenda nel proprio cassettino e appendere il cappottino arrampicandosi sul mobiletto. Il mio sguardo va alla porta a vetri subito dopo il mobile che da sul giardino: vedo la sabbiera ancora non utilizzata, l’altalena, la scala pikler e alcuni giochi.

Alla mia sinistra c’è una lunga parete tutta coperta da scaffali nei quali ci sono tutti i materiali di vita pratica: un lavandino per lavare i bicchieri e i piatti della merenda, l’asse da stiro con il piccolo ferro da viaggio e lo stendino (pezzo unico di Andrea… bellissimo!), tutti i vassoi con il materiale per fare i travasi: solidi grossi e solidi piccoli, liquidi, farine; la bambola da lavare, i telai delle allacciature (amorevolmente cuciti da mia madre)… vedo i bambini intenti nei loro lavori, concentrati a ripercorrere cio che noi quotidianamente facciamo.

Il mio sguardo ora ricade sulla parete successiva illuminata da una serie di grandi finestre. Sotto c’è un bimbo che cucina qualcosa che mi porta a fare assaggiare mentre un po’ più in la una bambina è intenta a creare un’opera d’arte con gli acquarelli. Ha uno sguardo proprio soddisfatto e pennellata dopo pennellata la sua tela si colora, come ad essere un’arcobaleno.

Lo sguardo ancora si posa su un’altro scaffale, il mio preferito, arricchito da tutto il materiale sensoriale: i cilindri dei rumori, lo xilofono, i vassoi con le boccette del gusto e dell’olfatto (in primavera costruiremo insieme la spirale delle erbe aromatiche e allora sarà un tripudio di odori  e sapori da riconoscere!), gli incastri solidi e i cilindri colorati, le tavolette bariche, le tavolette termiche e le tavolette del liscio e del ruvido e in fine non possono mancare le spolette dei colori!

Mancano ancora due pareti ma mi soffermo un po’ a giocare… cosa scegliere oggi? Quale senso voglio stimolare e risvegliare…

La parete di fronte alla porta di entrata accoglie i materiali della matematica (perline, numeri tattitili, cassellario dei fuselli, gioco dei gettoni, gioco della banca, triangoli costruttori, triangoli blu, cubo del binomio e del trinomio)…

Subito dopo c’è anche il materiale dell’italiano con l’alfabetiere mobile, le lettere tattili, la lavagna di sabbia, le nomenclature. Qui i bimbi trovano anche il puzzle dell’Italia e dell’Europa. Questo angolo finisce con una piccola biblioteca in cui qualche volta ci ritireremo a leggere qualche bella storia.

Ma c’è qualcosa lì, subito dopo la biblioteca, all’angolo, qualcosa di particolare, mi devo avvicinare per vedere bene… no non ci credo! Ma davvero… questo non posso dirvelo è una sorpresa, bisogna venire a vedere con i propri occhi… Questo angolo sono sicura! Piacerà un sacco! Ci si può nascondere, ci si può trasformare e inventare storie pazzesche, si può sognare ad occhi aperti…

Ed ecco finiamo con un bellissimo mobile indiano, chissa che storia, chissà quante mani… si apre a formare un tavolino… comodo per compilare carte, tenere i documenti, ma farsi anche un buon te o caffè insieme alle mamme che ci verranno a trovare…

Tutto questo lo potrete vedere presto! Abbiate pazienza… e fidatevi di me!

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