Allattare: un problema per chi?

Allattamento al seno

In preparazione alla settimana dell’allattamento al seno vi propongo la lettura di questo articolo: Allattare: fino a quando? Perchè sentiamo la necessità di porci questa domanda? Perchè abbiamo paura che l’allattamento possa essere addirittura dannoso se protratto? Perchè la cultura in cui siamo inseriti (che è una delle moltissime culture presenti nel pianeta terra, non è l’unica e indiscutibile!) ci fa sentire inadeguate se decidiamo di allattare fino a che il bambino continua a chiederlo? Perchè nessuno si scandalizza se un bambino a 3-4 anni ha un ciuccio in bocca, ma ci si scandalizza se richiede la tetta?

Interessante è scoprire che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) non solo raccomanda l’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi, ma consiglia l’allattamento al seno, insieme al cibo solido, fino ai 2 anni di età. Il latte non si guasta con il tempo, non può fare male, nè fisicamente nè psicologicamente perchè il seno è un porto sicuro, una fonte di sicurezza.

Altra cosa interessante scritta nell’articolo riguarda i “denti da latte”. Sembra che fisiologicamente il bambino possa sentire il bisogno di ciucciare il seno fino ai 6-7 anni, età in cui si iniziano a perdere quelli che vengono chiamati, non a caso, denti da latte!

Poi c’è una parte dedicata al ruolo della madre nei confronti dell’allattamento. Spesso ci dicono che se un bambino grande allatta è colpa della madre che non riesce a distaccarsi. Ma l’allattamento è una danza a due dove chi conduce è il bambino. Se il bambino non desidera poppare o non è quello ciò che vuole te lo fa capire. Una amica mi ha raccontato che ad un certo punto sua figlia le ha detto: “Mamma, basta non voglio più la tetta!” e da quel giorno non ha più ciucciato. Chi decide di allattare a richiesta sceglie la via più semplice se non dovesse impegnarsi così tanto a difendersi dal giudizio altrui, se non fosse instillato continuamente nella sua mente il dubbio. Se fosse lasciata libera di esprimere tutto il suo istinto materno, che tutte noi abbiamo ma per l’insicurezza, la cultura, la paura di non fare il meglio per nostro figlio a volte soffochiamo, sarebbe la scelta più semplice perchè la più naturale… Invece la scelta qui da noi è ardua perchè dobbiamo corazzarci di tanta pazienza per lasciarci scivolare addosso i giudizi e rimanere convinte della nostra giusta posizione. Per fortuna esistono articoli come questi che ci danno armi per poterci difendere ancora meglio!

Il messaggio finale di questo articolo ci dice che l’allattamento a richiesta e l’autosvezzamento dal seno sono modalità per garantire l’empatia, l’affettività, un attaccamento sicuro. E’ una delle modalità per rispettare i propri figli, i loro tempi e i loro bisogni che sono sempre unici e mai uguali agli altri (anche tra fratelli). Ci dice che una società ricca di persone che hanno potuto vivere, anche attraverso l’allattamento, una affettività equilibrata e rispettosa, sarà una società più pacifica e rispettosa gli uni degli altri. Ma questa società ci vuole individualista, narcisista, schizofrenica e ammalata così che possiamo alimentare il mondo dei consumi ricercando la felicità e la sicurezza nelle cose piuttosto che nelle relazioni.  Il potere di cambiare le cose e anche nelle nostre mani di mamma e nei nostri figli. Ecco perchè in home page la frase di Maria Montessori che ho scelto è: “Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”. E noi mamme, supportate dai nostri meravigliosi compagni, possiamo far si che i nostri figli siano persone migliori e disintossicate, autentiche, sicure e felici! Anche grazie alla scelta di un allattamento a richiesta!

 

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