E’ passata la legge sulla Canapa

L’Italia è tornato uno Stato in cui è possibile, anzi sostenuto, coltivare l’innocua canapa. Non si è nemmeno dovuto passare per il voto in aula infatti, la commissione Agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità una legge che rilancia la coltivazione a scopo industriale. La notizia è di una portata enorme per l’impatto che potrà avere sull’agricoltura e sulle opportunità di mercato: dalla lavorazione della canapa si possono infatti realizzare mille prodotti; dai tessuti ai materiali edili, olio, vernici, saponi, cere, cosmetici, detersivi, carta, imballaggi oltre a pasta e birra.

Coltivare canapa, fino a ieri, non era un reato. Per farlo però era necessario chiedere un’autorizzazione preventiva alle forze dell’ordine, e utilizzare delle varietà di canapa certificate dall’Unione europea, con un contenuto di thc (tetraidrocannabinolo, il principio attivo della cannabis) non superiore alle 0,2 per cento.

D’ora in poi non solo non sarà più necessaria alcuna autorizzazione, ma la percentuale di Thc tollerata aumenta al 0,6%. Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa potranno infatti essere disposti dall’autorità giudiziaria solo qualora, a seguito di un accertamento, risulterà che il contenuto di Thc nella coltivazione è superiore allo 0,6 per cento. Inoltre, sarà annualmente destinata una quota massima di 700mila euro per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa.

Si tratta certamente di un momento storico per l’agricoltura: finalmente in Italia avremo una legge quadro per la filiera della canapa industriale su cui per decenni aveva purtroppo pesato l’interpretazione delle leggi antidroga. La politica Italiana che dai tempi di Cossiga aveva ostacolato e distrutto la coltivazione della canapa in favore delle fibre sintetiche si è tardivamente convinta dell’esigenza di creare un quadro legislativo di minore rigidità che possa valorizzare le caratteristiche distintive della canapa in Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *